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Un contributo prezioso, anzi indispensabile, ma che ora deve andare oltre la protesta. Questo, riassumendo, il giudizio di Nicola Latorre, senatore Pd  sull'autocandidatura di Nichi Vendola alla guida del centrosinistra. "Sparigliare non e' un gran programma di governo", scandisce il big democratico pugliese ad Affaritaliani.it. E avverte: "Nichi deve conciliare il suo ruolo nazionale e la sua funzione di governatore... Il suo successo dipendera' anche da questo".

 Il governatore pugliese Nichi Vendola ha annunciato la sua discesa in campo per "sparigliare" i giochi del centrosinistra. E' una prospettiva che al Pd, e soprattutto alla componente di cui lei fa parte, quella legata a Massimo D'Alema, crea qualche preoccupazione? "Innanzitutto - dice Latorre -, io non ho mandato a rappresentare nessuna componente, le mie sono opinioni personali. Credo che Vendola dia voce a una parte della societa' italiana che deve rendersi protagonista nella coalizione di centrosinistra. E' una parte che considero indispensabile per creare una coalizione in grado di battere il centrodestra. Il contributo di Vendola e' assai positivo; giusto, opportuno, utile, auspicabile. I ragazzi che si sono incontrati domenica e in questi giorni sono persone che hanno anche opinioni diverse su alcuni aspetti, ma sono mosse da una grande passione politica. Una passione che ancora non riesce a esplicarsi nei partiti, nelle organizzazioni. E' un patrimonio intellettuale, morale, che non va in alcun modo trascurato.
Poi c'e' un altro punto". Quale? "L'idea di scendere in campo per "sparigliare il centrosinistra" non mi sembra uno straordinario programma di governo. In campo bisogna scendere per unire le forze e offrire una credibile alternativa. Spero che questa logica possa emergere nelle prossime settimane.
Non credo che "sparigliare il centrosinistra" sia un'idea che appassioni la maggioranza degli italiani. E poi....". E poi?
"E poi, naturalmente, Nichi deve trovare il modo di conciliare questa sua importante scelta politica nazionale con il ruolo di presidente della Puglia.Gran parte della sua forza e della sua credibilita' si gioca nel successo della sfida alla guida della regione. Questo ruolo non deve essere in alcun modo trascurato". Se il ruolo di Vendola come leader nazionale e candidato al premiership crescera', dovra' lasciare la guida della regione? Dovra' scegliere? "Per l'amor di Dio, no! E' stato eletto. Tocca a lui trovare il modo di conciliare queste due diverse esigenze". A proposito della sfida in Puglia, la battaglia piu' spinosa e' il rientro dal deficit sanitario. Il piano cui sta lavorando la giunta prevede grossi sacrifici, anche con il taglio di oltre duemila posti letto. Cosa che sta creando malumori anche nel Pd locale. "Il Pd governa in tanti comuni e province pugliesi e quindi raccoglie legittimamente tante sollecitazioni che vengono dalle comunita' locali. Ma questo piano e le sue modalita' sono stati accelerati da una scelta sciagurata del governo Berlusconi. La polemica non e' tra il Pd e Vendola".

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