21 Ottobre 2010
"Si al confronto se si pensa al bene dei cittadini piuttosto che a quello del premier". E' quanto ha dichiarato sul tema della riforma della giustizia Nicola Latorre, vicecapogruppo del Pd al Senato, in collegamento telefonico a Mattino Cinque. Berlusconi ha annunciato che la riforma della giustizia sara' pronta tra una settimana, il Pd e' disposto ad aprire su qualche innovazione o no? ha chiesto Maurizio Belpietro. "Sono 16
anni che aspettiamo 'la prossima settimana', sono 16 anni che la montagna partorisce un topolinoàquesto tema della riforma della Giustizia - ha detto Latorre - e' un assoluto bisogno di questo Paese che serve per riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura andato a deteriorarsi in questi ultimi anni".
Ma perche' si sarebbe squilibrato, chiede il direttore di Libero. "Quando c'e' la crisi di uno dei poteri democratici e' chiaro che questi poteri vengono colmati da altri poteri e questo comporta uno squilibrio - ha spiegato Latorre -. Ogni volta si annunciano grandi riforme della giustizia che vanno a risolvere sempre e solo i problemi personali del premier con la magistratura. Vedremo cosa ci proporranno la prossima settimana". Se la proposta riguardasse separazione delle carriere e riforma del Csm il Pd accetterebbe? "Ritengo che il tema della separazione della carriere non sia una priorita' - ribatte il capogruppo Pd - sarebbe pia' opportuno insistere sulla separazione delle funzioni. Pensare a piu' Csm non aiuta a superare il corporativismo della magistratura ma semmai ad aggravarlo. E comunque se di riforma della giustizia tocca parlare che si parta dagli interessi dei cittadini e non del singolo premier, io credo ci siano margini per un confronto costruttivo". E sul Lodo Alfano e sulla possibilita' di fare un referendum ha aggiunto: "Quando noi segnalammo che si trattava di una legge ad personam - ha spiegato Latorre - il centrodestra ci rispose che in realta' si voleva tutelare una carica e non una persona. La discussione di questi giorni in commissione e l'emendamento ha fatto cadere la maschera: si tratta di una legge volta a risolvere i problemi personali di Berlusconi e questo proprio non va perche' viene meno un principio costituzionale cioe' che la legge e' uguale per tutti. Continueremo a batterci in Parlamento e dato che si tratta di una legge costituzionale c'e' la possibilita' di fare un referendum e questa battaglia la faremo fino in fondo". Passando al tema delle intercettazioni telefoniche, Belpietro ha chiesto se sia giusto limitarle. "Secondo me le intercettazioni sono un prezioso e fondamentale strumento di indagine. Rinunciarvi non permetterebbe il perseguimento di tanti reati come e' stato dimostrato. Pubblicare invece le intercettazioni - continua Latorre - in modo indiscriminato e mettere in pubblico questioni private di persone che magari non hanno niente a che fare con le inchieste e' sbagliato e non sarebbe una cattiva idea mettere a norma questi aspetti".
Il bilancio della Rai e' in rosso. Come se ne esce? Dove fanno fatti i tagli? "Il bilancio e' disastroso perche' la Rai e' gestita malissimo perche' la prioprita' di chi gestisce la Rai non e' quella di apportare risultati positivi
ma di controllare l'informazione e di limitare un pluralismo. Si dovrebbe riorganizzare la governance della rai, sottraendola al controllo politico, realizzando obiettivi seri di privatizzazione dell'azienda". Dopo l'accordo Vendola- Bersani, Casini ha sbattuto la porta in faccia. Le prospettive di alleanza si possono dire concluse?" "Non ritengo che Casini ci abbia sbattuto la porta in faccia. Bersani ha avviato un'iniziativa politica che si muovera' anche nei prossimi giorni nel campo delle forze d'opposizione. L'obiettivo e' formare un'alleanza di centrosinistra e noi continueremo a cercare un rapporto anche con l'Udc con cui facciamo alcune battaglie insieme" conclude il capogruppo Pd al Senato.








